L’IMPORTANZA DELLA PERIZIA DI PARTE NEL CONTENZIOSO CON LE BANCHE PER ANATOCISMO

La corretta disamina degli aspetti tecnico-contabili relativi ai rapporti di contocorrente rappresenta l’imprescindibile presupposto per la valutazione dell’operato degli istituti di credito nella gestione dei rapporti bancari.
L’accertamento di eventuali condotte scorrette da parte delle banche (anatocismo, usura, addebiti di commissioni e spese non dovute), quindi, costituisce il primo e fondamentale passo per la predisposizione di ogni più opportuna azione di recupero delle somme indebitamente percepite dagli istituti di credito.
Il poderoso contenzioso che si è sviluppato nell’ultimo decennio intorno alle pratiche dell’usura e dell’anatocismo bancario ha evidenziato un dato significativo: la quasi totalità dei rapporti bancari sorti tra gli anni 80’ e 90’ risultano nulli, poiché viziati da prassi illegittime perpetrate dalle banche a scapito dei correntisti, con conseguenti notevoli importi da recuperare.
I correntisti che hanno il sospetto di aver subìto comportamenti poco trasparenti da parte delle banche e desiderano valutare il fondamento dell’eventuale azione di restituzione di tutte le somme dalle stesse indebitamente percepite dovranno, pertanto, sottoporli all’attenzione di un  tecnico qualificato.
Per effettuare la rielaborazione dei propri c/c, depurandoli dall’anatocismo e dagli interessi ultralegali i correntisti dovranno, innanzitutto, recuperare TUTTA la documentazione relativa ai c/c che intendono far esaminare (eventuali contratti originari, anche di apertura di linee di credito e gli estratti conto completi dall’inizio alla fine del rapporto).
Sulla scorta di detta documentazione, il consulente procederà dapprima  a caricare tutti gli estratti conto in apposito software bancario e a ricreare la situazione originaria del conto corrente, individuando i tassi effettivamente applicati dalla banca per la capitalizzazione degli interessi, unitamente a tutte le altre voci (commissioni di massimo scoperto e costi vari) non pattuite espressamente per iscritto.
Terminata detta operazione, il consulente procederà all’eliminazione dal c/c di tutte le voci relative agli interessi ed alle altre commissioni e spese e ricalcolerà gli interessi (attivi e passivi) con la medesima periodicità, secondo il tasso legale o uso BOT, in ipotesi di mancata pattuizione con la banca del tasso di interesse.
Si otterrà, pertanto, il conto corrente come dovrebbe risultare se si fosse applicata la capitalizzazione degli interessi passivi e attivi con la medesima periodicità, e di conseguenza, il saldo al netto dell’anatocismo.
La sottrazione dal saldo presente sugli estratti conto (quello falsato dall’anatocismo per intenderci) con quello individuato dopo le operazioni di conteggio, determinerà l’incidenza dell’anatocismo, dell’applicazione di tassi di interesse illegittimi e delle spese e commissioni non pattuite, quindi l’importo da richiedere in restituzione alla banca.
Ottenuti i saldi ricalcolati, il consulente procederà, infine, alla stesura di una perizia econometrica che costiuirà il supporto tecnico al lavoro del legale.
Appare doveroso ribadire che la rielaborazione dei c/c correnti secondo le modalità indicate richiede l’intervento di un consulente qualificato che sappia valutare con rigore l’eventuale comportamento illecito da parte della banca nell’applicazione degli interessi e nell’addebito di eventuali spese e commissioni non pattuite.
Nelle controversie aventi ad oggetto questioni prettamente tecniche, come il calcolo degli interessi (anatocismo, usura, interesse ultralegale), infatti, il supporto tecnico diviene determinante tanto quello legale.
Ottenere una perizia di parte può aiutare a trattare preventivamente con la Banca in situazioni critiche o facilitare una transazione o accedere a servizi bancari a condizioni migliori, garantendo maggiore forza contrattuale nei confronti della banca.
In molti casi, verificare la possibilità di recupero degli interessi da anatocismo e stimarne il valore, può essere di vitale importanza soprattutto quando la banca richiede un perentorio rientro sul fido o quando si è ricevuto un decreto ingiuntivo.

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