BUONE FERIE

Come ogni anno, l’inizio del mese di agosto lascia intravedere i tanto sospirati, sia pure brevi, giorni di ferie.
Nell’augurare a tutti Voi, stimati Colleghi e Amici di riuscire a lasciarvi alle spalle gli affanni e gli impegni di quest’anno lavorativo appena trascorso e nel darvi appuntamento a settembre per i prossimi aggiornamenti giuridici, desidero augurarvi buone ferie, citando le meravigliose parole di un Collega anziano:
“Perché viaggiare non significa necessariamente scappare o evadere dal quotidiano, ma per molti è lo strumento più efficace nel cammino che porta alla conoscenza di sé stessi. Nella mano un po’ di coraggio e in ogni passo un insegnamento…”.

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BREVI CENNI IN ORDINE ALLA NATURA DELLA RESPONSABILITA’ DELLA STRUTTURA OSPEDALIERA NEI CONFRONTI DEL PAZIENTE

La giurisprudenza di legittimità dell’ultimo decennio ha definitivamente inquadrato nel paradigma di cui all’art. 1218 c.c. la responsabilità per inadempimento delle prestazioni mediche, sia da parte del singolo medico, che da parte della struttura sanitaria nel suo complesso.
Con particolare riferimento alla responsabilità della struttura sanitaria le SS.UU. della Corte di Cassazione hanno, in particolare, stabilito che: “Questa Corte ha costantemente inquadrato la responsabilità della struttura sanitaria nella responsabilità contrattuale, sul rilievo che l’accettazione del paziente in ospedale, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto.”.
Sul punto, per tutte, cfr., Cass., SS.UU., 01.07.2002, n. 9556.
In argomento, cfr., pure, Cass. Civ., n. 1698/2006; Cass. Civ., n. 9085/2006; Cass. Civ., 28.05.2004, n. 10297; Cass. Civ., 11.03.2002, n. 3492; Cass. Civ., 14.07.2003, n. 11001 e Cass. Civ., 21.07.2003, n.11316.
A sua volta, anche l’obbligazione del medico dipendente dalla struttura sanitaria nei confronti del paziente, ancorché non fondata sul contratto, ma sul “contatto sociale”, ha natura contrattuale.
In argomento, cfr., Cass. Civ., 22.12.1999, n. 589; Cass. Civ., 29.9.2004, n. 19564; Cass. Civ., 21.06.2004, n. 11488 e cit. Cass. Civ., n. 9085/2006.
Per diverso tempo tale legame contrattuale è stato interpretato e disciplinato sulla base dell’applicazione analogica al rapporto paziente-struttura delle norme in materia di contratto di prestazione d’opera intellettuale vigenti nel rapporto medico-paziente, con il conseguente e riduttivo appiattimento della responsabilità della struttura su quella del medico.
Da ciò derivava che il presupposto per l’affermazione della responsabilità contrattuale della struttura fosse l’accertamento di un comportamento colposo del medico operante presso la stessa.
Più recentemente, invece, dalla giurisprudenza il suddetto rapporto è stato riconsiderato in termini autonomi dal rapporto paziente-medico e riqualificato come un autonomo ed atipico contratto a prestazioni corrispettive (da taluni definito contratto di spedalità, da altri contratto di assistenza sanitaria) al quale si applicano le regole ordinarie sull’inadempimento previste dall’art. 1218 c.c..
Da ciò consegue l’apertura a forme di responsabilità autonome dell’ente, che prescindono dall’accertamento di una condotta negligente dei singoli operatori e che trovano, invece, la propria fonte nell’inadempimento delle obbligazioni direttamente riferibili all’ente.
Questo percorso interpretativo, anticipato dalla giurisprudenza di merito, ha trovato conferma nella citata sentenza delle SS.UU. della Cassazione, seguita poi da altre delle sezioni semplici (Cass. Civ., n. 571/ 2005 e Cass. Civ. n. 1698/ 2006), che si è espressa in favore di una lettura del rapporto tra paziente e struttura (anche in quel caso, privata) che valorizzi la complessità e l’atipicità del legame che si instaura, che va ben oltre la fornitura di prestazioni alberghiere, comprendendo anche la messa a disposizione di personale medico ausiliario, paramedico, l’apprestamento di medicinali e di tutte le attrezzature necessarie anche per eventuali complicazioni.
In virtù del contratto, pertanto, la struttura deve fornire al paziente una prestazione assai articolata, definita genericamente di “assistenza sanitaria”, che ingloba al suo interno, oltre alla prestazione principale medica, anche una serie di obblighi c.d. di protezione ed accessori.
Così ricondotta la responsabilità della struttura ad un autonomo contratto (di spedalità), la sua responsabilità per inadempimento si muove sulle linee tracciate dall’art. 1218 c.c., e, per quanto concerne le obbligazioni mediche che essa svolge per il tramite dei medici propri ausiliari, l’individuazione del fondamento di responsabilità dell’ente nell’inadempimento di obblighi propri della struttura consente quindi di abbandonare il richiamo, alquanto artificioso, alla disciplina del contratto d’opera professionale e di fondare semmai la responsabilità dell’ente per fatto del dipendente sulla base dell’art. 1228 c.c..
In sostanza, il rapporto tra paziente e struttura ospedaliera viene inquadrato in uno  schema c.d. atipico  (contratto di spedalità), avente per oggetto, sia l’obbligo relativo alla prestazione medica, che una serie di obblighi di protezione o accessori.
Tale contratto, in particolare, non è soggetto all’applicazione analogica delle norme sul contratto di prestazione d’opera professionale, con la conseguenza che il parametro normativo sotto il quale valutare l’inadempimento è quello di cui all’art. 1218 c.c. e, per quanto riguarda la responsabilità per l’operato del personale sanitario, dell’art. 1228 c.c.
In materia di responsabilità medica per danni al neonato, ad esempio, la giurisprudenza della Suprema Corte ha, infatti, precisato che…  “Con il contratto di ricovero ospedaliero della gestante l’ente ospedaliero si obbliga non soltanto a prestare alla stessa le cure e le attività necessarie al fine di consentirle il parto, ma altresì ad effettuare, con la dovuta diligenza, tutte quelle altre prestazioni necessarie al feto (ed al neonato), sì da garantirne la nascita evitandogli – nei limiti consentiti dalla scienza – qualsiasi possibile danno. Detto contratto, intercorso tra la partoriente e l’ente ospedaliero, si atteggia come contratto con effetti protettivi a favore di terzo nei confronti del nato, alla cui tutela tende quell’obbligazione accessoria, ancorché le prestazioni debbano essere assolte, in parte, anteriormente alla nascita; ne consegue che il soggetto che, con la nascita, acquista la capacità giuridica, può agire per far valere la responsabilità contrattuale per l’inadempimento delle obbligazioni accessorie, cui il contraente sia tenuto in forza del contratto stipulato col genitore o con terzi, a garanzia di un suo specifico interesse.”.
Sul punto, per tutte, cfr., Cass. Civ., 29.07.2004, n. 14488.

QUARTA EDIZIONE MEDMAL CLAIMS ANALYSIS – ANDAMENTO E COSTO DEL CONTENZIOSO A LIVELLO NAZIONALE

Nel marzo 2013 è stato presentato a Milano l’annuale rapporto Medmail Claims, che presenta le statistiche relative agli errori medici e sanitari nel nostro Paese, nonchè i dati sulle richieste di risarcimento avanzate dai pazienti.
Lo studio è stato realizzato da Marsh, multinazionale operante nel settore dell’intermediazione assicurativa e nella consulenza sui rischi, e ha preso in esame 95 strutture sanitarie pubbliche e 52 private, dal 2004 al 2011.
Emerge che, in media, sono 3 gli errori medici accertati ogni 1000 ricoveri.
Le richieste di risarcimento danni riguardano nella maggior parte dei casi lesioni, circa l’82% del totale. Le richieste per i casi di decesso sono invece il 9% del totale.
Sia nella sanità pubblica che in quella privata gli errori chirurgici sono i più reclamati (30% nel primo caso, 37% nel secondo), seguiti dagli errori terapeutici e diagnostici (complessivamente circa il 20% del totale), infezioni (5%), ed errori compiuti con procedure invasive (4%).
Curioso il dato relativo alle richieste di risarcimento per cadute di pazienti e visitatori, quasi il 9%: evidentemente anche le strutture risultano spesso inadeguate.
Al nord Italia si osserva la più alta percentuale di richieste di risarcimento nel settore sanitario privato, con circa il 66% del totale. Seguono sud, con il 21%, e centro Italia con il 13%.
Complessivamente nel privato sono state raccolte più di 3.000 richieste di risarcimento danni, con un incremento progressivo fino al 2009, e una leggera flessione negli ultimi due anni.
Il settore clinico maggiormente oggetto di richieste di risarcimento è ortopedia, con quasi il 14% dei casi.
Circa il 50% delle richieste di risarcimento danni sono denunciate entro il primo anno dalla data di accadimento dell’evento, più della metà entro 2 anni. Fa eccezione la specialità di ostetricia e ginecologia, che presenta una consistente percentuale di richieste di risarcimento anche al quinto anno dall’accadimento.
La spesa assicurativa nel 2011 ha raggiunto quota 3.410 euro a posto letto (nel 2010 era di 2.680 euro).
Il costo complessivo dei sinistri denunciati negli 8 anni di analisi supera il miliardo di euro, suddiviso in un rapporto 1:4 tra importo liquidato e riservato; se si osservano le frequenze il rapporto diventa 1:1,5.

MEDMAL CLAIMS ANALYSIS

 

L’IMPORTANZA DELLA PERIZIA DI PARTE NEL CONTENZIOSO CON LE BANCHE PER ANATOCISMO

La corretta disamina degli aspetti tecnico-contabili relativi ai rapporti di contocorrente rappresenta l’imprescindibile presupposto per la valutazione dell’operato degli istituti di credito nella gestione dei rapporti bancari.
L’accertamento di eventuali condotte scorrette da parte delle banche (anatocismo, usura, addebiti di commissioni e spese non dovute), quindi, costituisce il primo e fondamentale passo per la predisposizione di ogni più opportuna azione di recupero delle somme indebitamente percepite dagli istituti di credito.
Il poderoso contenzioso che si è sviluppato nell’ultimo decennio intorno alle pratiche dell’usura e dell’anatocismo bancario ha evidenziato un dato significativo: la quasi totalità dei rapporti bancari sorti tra gli anni 80’ e 90’ risultano nulli, poiché viziati da prassi illegittime perpetrate dalle banche a scapito dei correntisti, con conseguenti notevoli importi da recuperare.
I correntisti che hanno il sospetto di aver subìto comportamenti poco trasparenti da parte delle banche e desiderano valutare il fondamento dell’eventuale azione di restituzione di tutte le somme dalle stesse indebitamente percepite dovranno, pertanto, sottoporli all’attenzione di un  tecnico qualificato.
Per effettuare la rielaborazione dei propri c/c, depurandoli dall’anatocismo e dagli interessi ultralegali i correntisti dovranno, innanzitutto, recuperare TUTTA la documentazione relativa ai c/c che intendono far esaminare (eventuali contratti originari, anche di apertura di linee di credito e gli estratti conto completi dall’inizio alla fine del rapporto).
Sulla scorta di detta documentazione, il consulente procederà dapprima  a caricare tutti gli estratti conto in apposito software bancario e a ricreare la situazione originaria del conto corrente, individuando i tassi effettivamente applicati dalla banca per la capitalizzazione degli interessi, unitamente a tutte le altre voci (commissioni di massimo scoperto e costi vari) non pattuite espressamente per iscritto.
Terminata detta operazione, il consulente procederà all’eliminazione dal c/c di tutte le voci relative agli interessi ed alle altre commissioni e spese e ricalcolerà gli interessi (attivi e passivi) con la medesima periodicità, secondo il tasso legale o uso BOT, in ipotesi di mancata pattuizione con la banca del tasso di interesse.
Si otterrà, pertanto, il conto corrente come dovrebbe risultare se si fosse applicata la capitalizzazione degli interessi passivi e attivi con la medesima periodicità, e di conseguenza, il saldo al netto dell’anatocismo.
La sottrazione dal saldo presente sugli estratti conto (quello falsato dall’anatocismo per intenderci) con quello individuato dopo le operazioni di conteggio, determinerà l’incidenza dell’anatocismo, dell’applicazione di tassi di interesse illegittimi e delle spese e commissioni non pattuite, quindi l’importo da richiedere in restituzione alla banca.
Ottenuti i saldi ricalcolati, il consulente procederà, infine, alla stesura di una perizia econometrica che costiuirà il supporto tecnico al lavoro del legale.
Appare doveroso ribadire che la rielaborazione dei c/c correnti secondo le modalità indicate richiede l’intervento di un consulente qualificato che sappia valutare con rigore l’eventuale comportamento illecito da parte della banca nell’applicazione degli interessi e nell’addebito di eventuali spese e commissioni non pattuite.
Nelle controversie aventi ad oggetto questioni prettamente tecniche, come il calcolo degli interessi (anatocismo, usura, interesse ultralegale), infatti, il supporto tecnico diviene determinante tanto quello legale.
Ottenere una perizia di parte può aiutare a trattare preventivamente con la Banca in situazioni critiche o facilitare una transazione o accedere a servizi bancari a condizioni migliori, garantendo maggiore forza contrattuale nei confronti della banca.
In molti casi, verificare la possibilità di recupero degli interessi da anatocismo e stimarne il valore, può essere di vitale importanza soprattutto quando la banca richiede un perentorio rientro sul fido o quando si è ricevuto un decreto ingiuntivo.

PRESENTAZIONE

Carissimi Amici, Colleghi e liberi Cittadini, desidero porgervi il mio benvenuto su questo blog.
Qui intendo condividere con Voi i temi della professione a me più cari e che ritengo di primaria rilevanza giuridica e sociale: quelli relativi alla tutela dei diritti del libero Cittadino.
In questi anni di grande incertezza economica e sociale, in cui i “poteri forti” calpestano impunemente i più elementari diritti della persona, poche cose hanno provocato in me un così profondo sdegno come l’inarrestabile continua crescita di incidenti e morti riconducibili alla malpractice medica e all’arroganza con cui il sistema bancario, per troppo tempo, ha vessato i propri utenti.
Oggi, il sistema sanitario non garantisce un sufficiente standard di qualità delle prestazioni nei confronti dei cittadini che, troppo spesso, restano vittime di errori tragici, determinati dall’incompetenza del personale medico e/o dall’inadeguatezza delle strutture ospedaliere.
Per decenni, gli istituti di credito hanno lucrato ingenti quanto illegittime somme di denaro a scapito degli utenti del sistema bancario, mediante la sistematica applicazione di interessi usurari.
Ma non sono solo le banche e il sistema sanitario a destare un sempre più crescente allarme sociale.
Mi riferisco a tutti i “poteri forti” e agli enti come Equitalia SpA che ogni giorno perpetrano autentici abusi del diritto a danno dei cittadini.
Per questo, desidero condividere su questa pagina i miei personalissimi contributi, frutto dell’esperienza maturata nelle quotidiane battaglie giudiziarie relative al diritto bancario e alla medical malpractice, nonchè la giurisprudenza più interessante dei tribunali di merito e della Cassazione.
Desidero creare con tutti voi uno spazio di riflessione giuridica e di confronto su temi così importanti da non poter essere trascurati, in una società, come questa, che impone una sempre maggiore competenza tecnica ed attenzione per la tutela dei diritti fondamentali della persona.
A presto!